Care amiche e cari amici, non possiamo non pubblicare le parole di Michela Murgia (http://www.michelamurgia.com/cultura/generi/785-cosa-cambia-con-un-ballo) , sono così vere e potenti che ci risuonano dentro:
"One Billion Rising è una di quelle tipiche manifestazioni che fanno molto parlare di sè solo quando sono già successe. Pensa che la Littizzetto all'Ariston ha ballato anche lei, mi hanno detto via sms le amiche che in piazza a Oristano non c'erano volute venire perchè "a quell'ora c'è Sanremo". Pensa che a Sassari c'era pure Michelle Hunziker, mi ha detto un amico a cui evidentemente le donne comuni non bastavano per stupirsi. Quando lo rifate? mi ha chiesto poi con sincera ingenuità, quasi che la bellezza di quello che abbiamo vissuto ieri in piazza Eleonora a Oristano fosse uno spettacolo televisivo passibile di replica. Come gliela spieghiamo a queste persone la consistenza del silenzio di duecento donne e uomini davanti alle immagini mostrate da Lorella Zanardo nella sala del consiglio comunale? Come gliela racconto la potenza dell'emozione sul volto di Luisanna Porcu mentre spiegava alle donne presenti come funziona una relazione violenta, passo dopo passo, colpo per colpo? E' davvero possibile che qualcuna di noi possa riportare il conforto che abbiamo provato mentre la giovane attrice in abiti medievali leggeva nella Carta de Logu le parole con cui Eleonora nel 1392 metteva nero su bianco il rispetto per le donne? L'unica cosa che possiamo restituire a chi non c'era sono i video della danza Break the Chain, e per quanto piacevole risulti da guardare nella sua sincronia, significa qualcosa solo per chi le ha dato senso con il proprio corpo.
E ora cosa cambia? Che differenza può fare una coreografia, per quanto ben eseguita? Me lo hanno chiesto in molti ieri dopo la manifestazione e non credo sia un caso che a porre la domanda fossero tutti uomini. Suppongo che avrebbero voluto sentirsi dire qualcosa come "non cambia nulla se non cambiate voi maschi", ma questa cosa io non gliel'ho detta, perché non la penso
Il messaggio più evidente del V Day è quello di averci costrette a dire con il nostro stesso corpo che il cambiamento viene da noi, dalle donne, dalle scelte che facciamo, dal valore che decidiamo di darci e dal modo in cui scegliamo di agire dentro ai nostri contesti. La prospettiva che il comportamento maschile cambi dipende anche da quanto noi siamo disposte a pretendere che cambi; da quanto siamo capaci di affermare che il nostro corpo non può essere deriso, offeso o considerato proprietà disponibile, nemmeno all'allusione, nemmeno in nome dell'amore.
Le leggi contro la violenza sono necessarie e le pene devono essere severissime, ma nessuna legge può fermare la mano che vuole colpirci e nessuna pena può impedire a chi vuol farci del male di trovare il modo per realizzarlo: l'unica cosa che può farlo è la nostra capacità di creare le condizioni perché dire basta diventi più semplice culturalmente e più sostenuto e protetto istituzionalmente.
La danza, il modo più immediato e universale per dire che lo spirito che anima un corpo non può essere imprigionato né violato, per quattro minuti è stata capace di fare quello che noi non avremmo nemmeno saputo spiegare. Chi non voleva capire non ha capito comunque, ma noi non lo abbiamo fatto per loro: lo abbiamo fatto per noi stesse, per vederci ballare insieme fianco a fianco e dirci a vicenda con il corpo, il ritmo e il sorriso che nessuna è sola davanti alla violenza, che tutte siamo pronte a dire "basta!" con lei. E qualche volta, se sarà necessario, lo faremo per lei.
Lucrezia, 7 anni, se ne è andata da quella piazza dopo aver ballato con sua madre accanto; non importa se non ha capito tutto: quello che ha visto oggi se lo ricorderà. Francesca ha 16 anni e non voleva venire, impaurita dall'idea di essere la sola giovane donna presente: invece ne ha trovate decine ed è andata via più forte. Elena si è portata dietro la sua piccola Annica, Giovanna è venuta incinta con il marito, Cristina invece il compagno lo ha lasciato a Cagliari perché "lui stava male, ma io dovevo esserci". C'erano Lucia e Marta, che stanno insieme e vogliono smettere di avere paura di dimostrarlo per timore che qualche maschio pensi che hanno bisogno di una lezione. C'era Pigi con sua figlia sulle spalle a cavalluccio, perché vedesse bene ogni movimento della danza di sua madre. C'era Federica, lei che per dire basta non ha aspettato il One Billion Rising, ma c'erano anche Betta e Giovanna, che incontrano tutti i giorni gli occhi delle donne che il coraggio di dire basta non l'hanno ancora trovato del tutto. Noi c'eravamo anche per loro e la nostra vigilanza non è finita con l'ultima nota di Break the Chain.
Un ballo non cambia niente. Siamo noi che cambiamo e cambiamo anche ballando.
Grazie a chi ha pensato che ieri fosse importante venire a dirlo.
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domenica 17 febbraio 2013
giovedì 17 gennaio 2013
Coreografia del Flashmob
Care amiche e cari amici,
come ormai tutti sapete il 14 febbraio saremo in piazza a Roma con un flashmob per One Billion Rising ed eccoci a darvi qualche altro dettaglio. La scorsa settimana ci siamo incontrate con Barbara Mousy che gentilmente ci ha aiutate ad ideare una coreografia per il flashmob ed ecco quello che abbiamo creato:
Non è solo una coreografia di danza afro come potrebbe sembrare, ma per noi è molto di più.
Ballando raccontiamo con il corpo una storia, sia per far comprendere a chi ci guarda qual è il messaggio ma soprattutto per noi stesse, perché ballando facciamo simbolicamente noi per prime lo stesso percorso di guarigione che vorremmo potessero fare tutte le donne del mondo:
Le fasi che abbiamo immaginato sono queste:
- camminiamo nella vita quotidiana
- subiamo la violenza e ci chiudiamo
- apriamo gli occhi e consapevolizziamo cosa è accaduto
- siamo coraggiose e tutte insieme spezziamo le catene che ci bloccano sia interne che esterne
- accusiamo i nostri aggressori e tutti coloro che sono complici diretti ed indiretti e che hanno permesso che ciò accadesse
- ricominciamo a camminare libere
- siamo guarite e le farfalle, simbolo del femminile, tornano a volare
- festeggiamo e danziamo libere
- stop! basta con la violenza
- siamo in piedi e riprendiamo il nostro spazio nel mondo
Il suono dei tamburi della madre terra ci accompagnano a sottolineare che noi donne siamo connesse con lei e che tornando a consapevolizzare questa unione saremo più forti e protette.
Il nostro desiderio è che il 14 Febbraio un’onda di energia possa accarezzare le ferite delle nostre sorelle sofferenti e guarirle simbolicamente, facendo sentire a tutte noi che insieme possiamo farcela, che insieme abbiamo la forza per affrontare le difficoltà e che possiamo affermare in armonia il nostro posto nel mondo. Basta violenza!
Come saremo riconoscibili? Saremo vestite di nero, con sciarpe o cappelli o foulard rossi e/o fucsia e avremo un nastro di raso fucsia o rosso legato al polso che useremo simbolicamente come catena da spezzare durante la coreografia.
Se volete diffondere, aderire, promuovere: condividete questo è link dove trovare la coreografia: https://www.youtube.com/watch?v=m3Yr9WBfI-I
Come saremo riconoscibili? Saremo vestite di nero, con sciarpe o cappelli o foulard rossi e/o fucsia e avremo un nastro di raso fucsia o rosso legato al polso che useremo simbolicamente come catena da spezzare durante la coreografia.
Qualche dettaglio
pratico sulla coreografia:
- la sequenza inizia con la gamba
destra e quindi NON deve essere imparata a
specchio
- il gruppo guida inizierà da
solo con la presa di coscienza dello spazio
- il segnale per unirsi è
l'inizio del suono dei tamburi
- la camminata iniziale durerà un
po più a lungo per permettere a tutti di unirsi
- ogni altro passo va ripetuto 3
volte
- nel passaggio in cui spezziamo
le catene (laterale con il ginocchio che si alza),
utilizziamo
il nastro di raso come simboliche catene legandolo al polso, tenendolo
con
l'altra mano e lasciandolo andare quando passiamo sopra al ginocchio.
- alla chiusura fermatevi con la
mano giù quando si bloccano i tamburi e poi alzatela!
Qualsiasi impegno abbiate nella vita, se potete prendervi un pomeriggio libero, alzatevi con noi! Ballate con noi!
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giovedì 15 novembre 2012
Riprendiamo le attività!
Care amiche e Cari amici,
come avete visto siamo ripartite
con il primo appuntamento del 1°
dicembre! Dopo le domande che ci siamo poste, ma soprattutto dopo le verifiche
interne e le risposte che ci siamo date, abbiamo deciso di riprendere le
attività dell’Associazione, anzi di far nascere l’Associazione.
Qualche settimana fa vi abbiamo
coinvolto nel nostro momento di riflessione e ora vorremmo condividere con voi
i risultati. Ci siamo guardate dentro e l’un l’altra negli occhi, abbiamo
scrutato le nostre personali ombre e quelle delle nostre compagne, abbiamo
rivisto le nostre motivazioni e poi ci
siamo strette la mano con la promessa di continuare a camminare insieme.
Abbiamo riscoperto dentro di noi
il fuoco del progetto iniziale, cioè promuovere i talenti femminili
nell’ottica che permetta a noi stesse e alle altre di guadagnare dal nostro
talento. Ma questo progetto iniziale, è stato affiancato dal desiderio di operare
cambiamenti concreti e positivi nella nostra società, tenendo sempre in
considerazione i valori del femminile.
Per poter raggiungere il 1°
obiettivo, abbiamo bisogno di VOI,
dei VOSTRI TALENTI, di DONNE ma anche di UOMINI, che vogliono mettersi in gioco insieme a NOI.
La partecipazione in prima
persona è essenziale e in un mondo in cui sedersi ad attendere che qualcuno
bussi alla tua porta per “offrirti un lavoro” è un’utopia, il nostro
progetto ha l’ambizione di cambiare punto di vista partendo dalla domanda:
“qual è il tuo talento e come puoi monetizzarlo?”
Siamo consapevoli di non poter
offrire al momento un percorso formativo che parta da quella domanda fino a
farla diventare un’attività imprenditoriale, ma mettiamo a disposizione le
nostre competenze organizzative, la nostra rete di contatti per la promozione e
il nostro cuore allegro, per poter sostenere i vostri progetti. Fare le cose da sole è possibile, ma farlo
insieme ad altre donne che condividono i tuoi stessi valori e ti supportano nel
promuoverti è un’altra cosa, e questo lo abbiamo sperimentato in prima persona
l’anno scorso.
In quest’ottica abbiamo ideato il
“Mercatino di Natale”, che molti
sanno è sempre stato nei nostri pensieri. Quest’anno abbiamo affittato un posto
per poterlo attuare e speriamo di cuore che siano molte le donne e gli uomini
che vorranno approfittare di questa occasione, sia per promuoversi, sia per
festeggiare insieme a noi.
Il 2° obiettivo di cui abbiamo
parlato sopra, ovvero quello di operare dei cambiamenti concreti, ci lascia spazi
ampi di attività di cui vi parleremo più avanti e che potrete vedere nel
programma del prossimo anno, a partire dalla partecipazione alla giornata
mondiale “One Billion Raising” o alla giornata che abbiamo intitolato “Puliamo un pezzettino di mondo”. Di
questo vi racconteremo presto.
In ultimo vogliamo concludere con
l’invito alla nostra Festa, venite a festeggiare “LEI”, la nuova Associazione nata da poco. Ebbene si. Le Cinciallegre cambiano
nome. Si trasformano in Associazione vera e propria che si chiama “LEI – Donne in Movimento”. L’esperienza
delle Cinciallegre ci ha motivato ad andare oltre e a guardare lontano, ma per
ora ci accontentiamo di festeggiare questa nuova nascita, facendo un passo alla
volta.
Se volete fare anche voi qualcosa di concreto per cambiare il mondo
in cui viviamo, se pensate che parlare è importante ma che è anche arrivato il momento di fare, se volete
promuovervi e farvi conoscere o se
volete conoscere noi e le nostre
attività, allora:
Venite alla nostra festa ed
iniziamo a costruire insieme il mondo che vogliamo!
Vi Aspettiamo
Le Cinciallegre in LEI-Donne in Movimento
martedì 31 gennaio 2012
"Ispirazione" di Clarissa Pinkola Estes
Amici miei, non smarrite il cuore.
Noi siamo stati fatti per questi tempi. Ultimamente ho sentito che molti sono profondamente confusi,
Noi siamo stati fatti per questi tempi. Ultimamente ho sentito che molti sono profondamente confusi,
e con ragione. Sono preoccupati per le vicende del nostro mondo di oggi.
Sono tempi, i nostri, di stupori quotidiani e di rabbia spesso giustificata per il degrado ultimo di ciò che maggiormente sta a cuore alle persone civili e idealiste.
Avete ragione nelle vostre valutazioni. Il prestigio e la presunzione alle quali alcuni si sono
ispirati nell’approvare atti efferati contro bambini, vecchi, la gente semplice, i poveri, gli indifesi,
Sono tempi, i nostri, di stupori quotidiani e di rabbia spesso giustificata per il degrado ultimo di ciò che maggiormente sta a cuore alle persone civili e idealiste.
Avete ragione nelle vostre valutazioni. Il prestigio e la presunzione alle quali alcuni si sono
ispirati nell’approvare atti efferati contro bambini, vecchi, la gente semplice, i poveri, gli indifesi,
i bisognosi, toglie il fiato. Nonostante ciò, vi sollecito, vi chiedo, vi domando per favore di non
inaridire lo spirito piangendo questi tempi difficili. Soprattutto non perdete la speranza. Specialmente perchè siamo stati fatti per questi tempi. Sì. Per anni abbiamo imparato, praticato, ci siamo allenati
proprio in attesa d’incontrarci esattamente sul campo di questo impegno …
Sono cresciuta nella zona dei Grandi Laghi e so riconoscere una barca capace di tenere il mare quando ne vedo una. In quanto ad anime risvegliate, in acqua non ci sono mai state barche più capaci di quanto ce ne siano ora nel mondo. E sono tutte molto ben equipaggiate e capaci di inviarsi segnali l’un l’altra come mai nella storia dell’'umanità.
Guardate oltre la prua, ci sono milioni di barche di anime virtuose con voi in acqua. Anche se la vostra superficie è sferzata da ogni onda in questa tempestosa agitazione, vi assicuro che
le lunghe assi di legno che compongono il vostro scafo provengono da una foresta più grande.
inaridire lo spirito piangendo questi tempi difficili. Soprattutto non perdete la speranza. Specialmente perchè siamo stati fatti per questi tempi. Sì. Per anni abbiamo imparato, praticato, ci siamo allenati
proprio in attesa d’incontrarci esattamente sul campo di questo impegno …
Sono cresciuta nella zona dei Grandi Laghi e so riconoscere una barca capace di tenere il mare quando ne vedo una. In quanto ad anime risvegliate, in acqua non ci sono mai state barche più capaci di quanto ce ne siano ora nel mondo. E sono tutte molto ben equipaggiate e capaci di inviarsi segnali l’un l’altra come mai nella storia dell’'umanità.
Guardate oltre la prua, ci sono milioni di barche di anime virtuose con voi in acqua. Anche se la vostra superficie è sferzata da ogni onda in questa tempestosa agitazione, vi assicuro che
le lunghe assi di legno che compongono il vostro scafo provengono da una foresta più grande.
E’ risaputo che il legno ben venato tiene testa alle tempeste, resiste, regge e avanza nonostante tutto.
In ogni periodo buio c’è la tendenza a perdersi d’animo per quanto è sbagliato o non guarito nel mondo. Non focalizzatevi su questo. C’è anche la tendenza a indebolirsi indugiando su ciò che è fuori dalla propria portata, su ciò che non può ancora esserci. Non focalizzatevi lì. Questo è mancare il vento e non alzare le vele. Noi siamo necessari, ecco tutto quello che possiamo sapere ora. Ed anche se incontriamo resistenza, più sarà così più incontreremo grandi anime che ci saluteranno, ameranno e guideranno, e le riconosceremo quando compariranno. Non avevate detto di credere? Non avevate detto di ascoltare una voce più grande? Non avevate chiesto la grazia? Non vi ricordate che essere nella grazia significa sottomettersi a una voce più grande?
Il nostro compito non è quello di fermare il mondo intero tutto in una volta, ma quello di prodigarsi per migliorare la parte del mondo nel nostro raggio d’azione. Ogni piccola e pacifica cosa che un’
anima può fare per aiutare un’altra anima, per assistere una parte di questo povero mondo sofferente, sarà d'’immenso aiuto. Non ci è dato sapere quale sarà l’azione o chi farà in modo che la massa critica
penda verso il bene durevole. Ciò di cui c’è bisogno per un cambiamento sostanziale è una miriade di azioni, aggiungendo, aggiungendo ancora, aggiungendo di più, in continuazione.
Sappiamo che non tocca a “tutti sulla Terra” portare giustizia e pace, ma solamente a un piccolo e
determinato gruppo che non si arrenderà alla prima, alla seconda, o alla centesima raffica di vento.
Una delle azioni più rasserenanti e potenti che potete fare per intervenire in un mondo in tempesta è stare in piedi e mostrare la vostra anima. Un’anima sul ponte nei momenti bui risplende come l’oro.
In ogni periodo buio c’è la tendenza a perdersi d’animo per quanto è sbagliato o non guarito nel mondo. Non focalizzatevi su questo. C’è anche la tendenza a indebolirsi indugiando su ciò che è fuori dalla propria portata, su ciò che non può ancora esserci. Non focalizzatevi lì. Questo è mancare il vento e non alzare le vele. Noi siamo necessari, ecco tutto quello che possiamo sapere ora. Ed anche se incontriamo resistenza, più sarà così più incontreremo grandi anime che ci saluteranno, ameranno e guideranno, e le riconosceremo quando compariranno. Non avevate detto di credere? Non avevate detto di ascoltare una voce più grande? Non avevate chiesto la grazia? Non vi ricordate che essere nella grazia significa sottomettersi a una voce più grande?
Il nostro compito non è quello di fermare il mondo intero tutto in una volta, ma quello di prodigarsi per migliorare la parte del mondo nel nostro raggio d’azione. Ogni piccola e pacifica cosa che un’
anima può fare per aiutare un’altra anima, per assistere una parte di questo povero mondo sofferente, sarà d'’immenso aiuto. Non ci è dato sapere quale sarà l’azione o chi farà in modo che la massa critica
penda verso il bene durevole. Ciò di cui c’è bisogno per un cambiamento sostanziale è una miriade di azioni, aggiungendo, aggiungendo ancora, aggiungendo di più, in continuazione.
Sappiamo che non tocca a “tutti sulla Terra” portare giustizia e pace, ma solamente a un piccolo e
determinato gruppo che non si arrenderà alla prima, alla seconda, o alla centesima raffica di vento.
Una delle azioni più rasserenanti e potenti che potete fare per intervenire in un mondo in tempesta è stare in piedi e mostrare la vostra anima. Un’anima sul ponte nei momenti bui risplende come l’oro.
La luce dell’'anima lancia scintille, emette bagliori, fa segnali di fuoco, attizza ciò che è appropriato. Mostrare il faro dell’anima in tempi oscuri come questi – essere tenaci e mostrare compassione verso gli altri – sono entrambe azioni di immenso ardimento e grandissima necessità. Le anime angosciate prendono luce dalle altre anime che sono completamente accese e che la mostrano spontaneamente. Se volete calmare il tumulto, questa è una delle cose più potenti che potete fare.
Ci sarà sempre un momento in cui vi sentirete scoraggiati. Io stessa ho provato lo scoraggiamento molte volte nella vita, ma non gli tengo il posto, non lo prendo in considerazione. Non gli permetto di mangiare nel mio piatto. Il motivo è questo: fin nelle ossa so una cosa, come la sapete voi. Ed è che non ci può essere disperazione quando ricordate il perché siete venuti sulla Terra, di chi siete al servizio e chi vi ha mandato qui.
Ci sarà sempre un momento in cui vi sentirete scoraggiati. Io stessa ho provato lo scoraggiamento molte volte nella vita, ma non gli tengo il posto, non lo prendo in considerazione. Non gli permetto di mangiare nel mio piatto. Il motivo è questo: fin nelle ossa so una cosa, come la sapete voi. Ed è che non ci può essere disperazione quando ricordate il perché siete venuti sulla Terra, di chi siete al servizio e chi vi ha mandato qui.
Le buone parole che diciamo e le buone azioni che facciamo non sono nostre: sono parole e azioni dell’Uno che ci ha portati qui. Con questo spirito, spero che scriverete questo sulla vostra parete: “ Una grande nave ormeggiata nel porto è indubbiamente al sicuro. Ma non è per questo che le grandi navi sono state costruite”.
Che questo vi giunga con molto amore e con la preghiera di ricordare da chi voi venite e
perché siete venuti su questa bellissima e necessaria Terra.
Clarissa Pinkola Estes, Ph.D.
Autrice del best seller " Donne che corrono coi Lupi"
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