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giovedì 25 aprile 2013

Dettagli informativi per il 5 Maggio: Puliamo un pezzettino di mondo



Ricostruire una cultura del rispetto per la Terra e per il mondo in cui viviamo, è l’unica via che conosciamo per sostituire la cultura dello sfruttamento e vivere in maniera più sana e più felice. 
Si può iniziare dai piccoli passi.
Per esempio diventando sempre più consapevoli di quello che vogliamo, di quali sono i nostri valori, attuando comportamenti sempre più coerenti con le nostre convinzioni, identificando i “beni” per quello che sono, ovvero cose più o meno funzionali alla nostra esistenza. 

Iniziamo a trasmettere ai nostri bambini la forza del nostro agire consapevole e rispettoso. 
E riappropriamoci dei nostri spazi prendendoci direttamente la responsabilità di cambiare le cose, prendendoci direttamente cura del mondo in cui viviamo...
  ....e facciamolo insieme!
il 5 MAGGIO con "Puliamo un pezzettino di Mondo":

una giornata dedicata a prenderci cura della natura vicino a noi, una presa di coscienza e collaborazione attiva e collettiva con i nostri figli e i nostri amici, per creare noi il mondo che vogliamo! Puliremo un pezzetto di spiaggia, principalmente dalla plastica che abbandoniamo nell'ambiente e che il mare, in un modo o in un altro, ci riporta sempre. 
E poi festeggeremo nello stesso spazio "liberato" con un picnic/festa, tutti insieme.
STRUMENTI NECESSARI DA PORTARE:
guanti per raccogliere
pranzo al sacco e acqua a volontà 
cappello, crema solare ed ombrellone per proteggersi dal sole
QUANDO
5 maggio dalle 9:30 alle 15:00
DOVE
Palo Laziale
APPUNTAMENTI
8:45 parcheggio Combipel sull'Aurelia, subito dopo l'uscita GRA, per chi arriva da Roma e vuole viaggiare con noi in carovana
9:30 lungomare di Marina di Palo, Ladispoli, di fronte al bar Il Pirata 
(dall'Aurelia – direzione Civitavecchia – la prima uscita per Ladispoli e poi alla seconda rotatoria si gira a sinistra verso il mare su via dei Delfini: il Pirata è in fondo alla via)
Per ulteriori info scrivere a leidonneinmovimento@live.com 
Vi aspettiamo numerosi con i vostri figli, i vostri amici e se volete anche i parenti!

A presto,

LEI - Donne in Movimento e Viva la Terra Onlus

martedì 23 aprile 2013

Una sorpresa durante il sopralluogo per il 5 Maggio!


A febbraio, in una delle solite passeggiate sul tratto di spiaggia di Marina di Palo, verso il Castello Odescalchi di San Nicola, avevo trovato più plastica che mai. Le mareggiate invernali avevano accumulato sulla sabbia montagnette di bottiglie e altri rifiuti, lattine, ciabatte, c’era di tutto.

Ma a farmi ancora più impressione erano i cumuli di alghe colorati da frammenti di plastica indissolubilmente intrecciati tra loro. Era plastica sminuzzata, piccolissima e tantissima. Ho immaginato un mini Garbage Patch davanti alla nostra costa. E' stato per questo motivo che scegliere questo  tratto di spiaggia come posto da pulire per ‘Puliamo un pezzettino di Mondo’ c'è venuto naturale.

Abbiamo cominciato ad organizzare e da febbraio ci sono tornata diverse volte preoccupata che il mare, nel frattempo, non si riprendesse tutto indietro. Poi la settimana scorsa, nell'ultimo sopralluogo, le montagnette di bottiglie non c'erano più! La spiaggia certo è ancora da pulire, ma l'impatto visivo, adesso, è molto diverso, più leggero. Ho pensato, con una stretta allo stomaco, 'non abbiamo fatto in tempo' e ho chiesto al mare di restituirci di nuovo tutto quello che s'era ripreso.

Invece, meravigliosamente, mentre con Emanuela pranzavamo sedute sulla sabbia in una delle spiaggette deserte vicino al Castello, c'è comparso  davanti un ragazzo con un saccone nero pieno pieno sulle spalle, che se ne tornava verso la città. In un secondo ho capito ed istintivamente gli ho gridato GRAAZIEE! Lui s'è girato e m'ha risposto: “di che? Questa è  casa mia, io lo amo questo posto….e mica è il primo! sapeste quanti ne ho portati via!”. Invece lo sapevamo….. perché le montagne di bottiglie non c'erano più.



Con Mauro (quel puntino nella foto sopra) ci siamo fatte una bella chiacchierata e abbiamo scoperto che è uno degli esempi di presenza a se stessi, consapevolezza della responsabilità individuale ed ‘Amore’ per la Terra. Un bellissimo esempio di azione: Mauro pulisce da solo; ogni volta che va a prendere il sole in quei tratti di spiaggia lontani dalla città, dove il Comune e gli stabilimenti non arrivano a pulire, si porta il sacco. Sempre lo stesso, lo riusa. Perché c'ha spiegato che, se dobbiamo chiaramente preoccuparci  di  cosa buttiamo e come, ancor più dovremmo preoccuparci e fare attenzione a quello che acquistiamo. Perché per far si che la Terra e il mare non si trasformino in una pattumiera gigante, è necessario ridurre drasticamente l'acquisto e di conseguenza la produzione di ciò che è superfluo e che diventa inevitabilmente rifiuto.

Insomma in quest'ultimo sopralluogo il mare ci ha regalato questo incontro bello ed inatteso. Il 5 maggio Mauro sarà in spiaggia con noi a condividere lavoro, filosofia di vita e festa!

Vi aspettiamo!
Alessia per Viva la Terra Onlus e LEI –Donne in movimento

venerdì 19 aprile 2013

Un mare di plastica!

Sono innumerevoli gli esempi di cui potremmo valerci per spiegare meglio l'urgenza che ci spinge a portare all’attenzione di tutti che l’agire individuale consapevole è la vera necessità, per affrontare il fenomeno dell’inquinamento mondiale e difendere la nostra Terra. L'effetto sul mare, culla della vita, c'è sembrato uno dei più sconvolgenti e meno conosciuti risultati del nostro agire inconsapevole quotidiano.

A partire dagli anni '50 si è formato nell'Oceano pacifico il Pacific Trash Vortex, un'isola di rifiuti di plastica - bottiglie bicchieri cucchiaini cannucce ciabatte giochi involucri e buste di plastica, e tutto quanto altro l'uomo produce in questo materiale –profonda 30 metri e di un diametro variabile tra le dimensioni del Texas e quella degli Stati Uniti a seconda del momento di corrente. Si tratta di una vera e propria isola galleggiante di plastica, costituita di un nucleo solido, compatto e circondata del cosiddetto minestrone, meno compatto ma molto più vasto, fatto principalmente di frammenti e filamenti di plastica. Scoperta negli anni ’70 da Charles Moore, si trova in mezzo all'Oceano Pacifico, intorno alle Hawai -a Nord Est e a Nord Ovest – ed è stata denominata “The Great Pacific Garbage Patch”. E’ la prima e più famosa isola di spazzatura scoperta, formata a causa della convergenza di quattro correnti oceaniche nel “North Pacific Subtropical Gire” o “Vortice subtropicale del nord pacifico”.



Tra il febbraio e l'aprile 2010, l'oceonografa Kara Lavander Law, ha rivelato al mondo l'esistenza di un'altra isola, di dimensioni simili, nell'Atlantico in prossimità dei Sargassi e ormai appare chiaro ai ricercatori che è possibile l'esistenza di isole simili in tutti i punti oceanici in cui le correnti convergono nello stesso modo: 2 isole provate, 5 isole di rifiuti plastici probabilmente presenti nei nostri oceani. 

Le sconfinate zattere di rifiuti plastici alla deriva crescono e si espandono di anno in anno e le gigantesche discariche sono formate principalmente da mono-filamenti di plastica e polimeri che si inabissano per una profondità che va dai 10 ai 30 metri. Il danno per l'ecosistema oceanico è abnorme. Considerando che gli studi rivelano la presenza di micro particelle di plastica in misura 6 volte maggiore rispetto al plancton. Possiamo quindi dire che siccome i pesci si cibano più di plastica che di plancton, questo per la catena alimentare accade anche a noi!
Il tema dei rifiuti è diventato sempre più centrale nelle agende politiche dei governanti nel Mondo, ma noi cittadine e cittadini, consumatrici e consumatori (sigh!), oltre a differenziare con attenzione e a considerare i materiali che scartiamo una fonte, una materia prima per la produzione di qualche altro oggetto utile, dovremmo in primo luogo stare attenti a ciò che acquistiamo. Perché l'acquisto di prodotti confezionati da involucri su involucri, le monoporzioni in formato famiglia, le buste che contengono altre buste poi dei cartoncini e ancora altre bustine, frutta o verdura confezionate in cellofan e polistirolo, sono un  surplus che comporta un  pesantissimo costo ambientale.

Surplus che diventa rifiuto, che inevitabilmente in quantità variabile finisce nei nostri mari e alla fine ancora inevitabilmente ritorna a noi come cibo. Dei circa 100 miliardi di chilogrammi di plastica prodotti ogni anno, il 10% (10 milioni di tonnellate) sistematicamente finisce nelle acque superficiali; il 70% di questo (7 milioni di tonnellate) tenderà a depositarsi sui fondali degli oceani e la restante parte (3 milioni di tonnellate) continuerà a galleggiare per centinaia di anni creando immensi squilibri nell'ecosistema oceanico. Ogni anno. Con una tale quantità di rifiuti scarsamente biodegradabili, la vita degli animali marini è seriamente minacciata così come evidentemente e di conseguenza la nostra.

Di fronte a una catastrofe di questo genere possiamo sentirci sopraffatti ed impotenti. In realtà ognuno di noi può e deve fare qualcosa nella vita di tutti i giorni per arrestare la "semina della plastica" nel mare (e nella terra), per esempio "semplicemente"  scegliendo di  acquistare prodotti e alimenti non confezionati nella plastica.

Per fortuna siamo in tanti, a cercare una soluzione, a condividerne già alcune (petizione per abolire la produzione di plastica da petrolio http://www.change.org/petitions/ban-plastic-coming-from-petroleum) e ad inventarne altre (Boyan Slat a Tedx 'How the Ocean can clean themeselves)



Ognuno di noi può fare la differenza, partendo da conoscenza, consapevolezza e comportamento responsabile! Quindi osserviamo i nostri comportamenti di acquisto e consumo ed ammettiamo che ognuno di noi con le sue abitudini concorre nel creare il problema, forse da qui si può partire per trovare una soluzione…Intanto tutti insieme andiamo a "pulire un pezzettino di mondo" il 5 maggio... un tratto di spiaggia del litorale laziale.... prestissimo vi diremo dove!

LEI – Donne in Movimento

venerdì 12 aprile 2013

5 Maggio "Puliamo un pezzettino di Mondo" : Donna e Terra

Care amiche e cari amici,
dall'inizio dei tempi, da millenni, c’è qualcosa che collega la Donna alla Natura, più precisamente alla Terra: la forza creatrice, quella forza che ha portato culture diverse, per molto tempo e ancora oggi, a denominare la Terra Madre Terra. La vita viene dal grembo della donna, dove cresce fino a trovare la luce il giorno in cui rompe il nucleo che la contiene ed è pronta a fare il suo cammino in questo mondo; così come la vita viene dal grembo della Terra, dove il seme germoglia fino a rompere la dura zolla dell’inverno ed arrivare alla luce pronto a dare il suo contributo al mondo.
Le culture antiche erano consapevoli profondamente di questa analogia, che le ha rese per molto tempo, Terra e Donna, una sola cosa; una sola divinità. Per secoli la Donna è stata vista collegata alla Natura, simbolicamente connessa alla Luna con la quale condivideva il ciclo mensile, percepita nella Terra che dava la vita dopo la gestazione invernale, riconosciuta nel nutrimento che permetteva il sostentamento e la possibilità di sopravvivenza. La vita era sacra come chi la donava. La Terra era sacra e si viveva nella consapevolezza che da essa dipendeva la nostra esistenza.

Nel corso dei secoli e per fattori diversi gli esseri umani si sono allontanati molto da questa visione. Oggi la vita non appare come sacra, la Terra è qualcosa da sfruttare, il pensiero umano è scollegato da ciò che ne permette l'esistenza. E la Donna, in questo contesto, subisce un trattamento simile. Nella cultura capitalista andata espandendosi nei secoli, abbiamo visto emergere sempre di più la violenza, lo sfruttamento, il possesso e il guadagno a discapito dei valori come la vita, l’amore, il sostegno e la relazione. Nella nostra visione voler possedere la Terra, volerla sfruttare e sentirsi superiore e scollegati da questa, equivale culturalmente a voler possedere la Donna, a volerla sfruttare e scollegarsi dalla relazione paritaria con lei.

La cultura della violenza è indotta dalla cultura capitalista dove, per usare le parole di Vandana Shiva: “Un’economia “liberalizzata” che de-regolarizza il commercio, privatizza e mercifica semi e cibo, terre e acqua, donne e bambini, rinforza il patriarcato ed intensifica la violenza contro le donne. I sistemi economici influenzano le culture e i valori sociali. Un’economia di mercificazione crea una cultura di mercificazione, dove tutto ha un prezzo e nulla ha un valore.” La violenza sulle donne è analoga alla violenza sulla Terra.

Le problematiche legate all'ambiente ci portano a considerare questo tema uno di quelli più importanti su cui agire. Ricostruire una cultura del rispetto per la Terra e per il mondo in cui viviamo, è l’unica via che conosciamo per sostituire la cultura dello sfruttamento e tornare a vivere in maniera più sana e più felice.

Per questo motivo nei prossimi giorni vi proponiamo un percorso di conoscenza della situazione ecologica del nostro pianeta, della Terra. Vi proporremo alcuni temi su cui riflettere insieme e di prenderci, insieme a noi, direttamente la responsabilità di cambiare le cose, di prenderci cura del mondo in cui viviamo. Nel nostro piccolo,  nel nostro quotidiano, perché è lì che avvengono i veri cambiamenti. 

Seguiteci più da vicino in queste settimane e intanto segnate sulla vostra agenda il 5 Maggio 
“Puliamo un pezzettino di mondo”,  una giornata dedicata a prenderci cura della natura vicino a noi, una presa di coscienza e collaborazione attiva, insieme, con i nostri figli e i nostri amici. Continuiamo responsabilmente a creare il mondo che vogliamo!!

A presto!
LEI – Donne in Movimento in collaborazione con Viva La Terra Onlus